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LEONARDO MANERA

Nato a Milano si trasferisce a Salò in provincia di Brescia, dove frequenta il liceo; successivamente si iscrive a Giurisprudenza, senza però laurearsi. Cabarettista ed autore di molti dei suoi testi, ha ottenuto vari riconoscimenti a livello nazionale come ad esempio vincendo nel 1996 il “Festival nazionale del Cabaret” e l’anno seguente il “Festival di cabaret Città di Cremona”, oltre al premio della critica alla “Zanzara d’oro”, trasmesso su Rai Uno.

La sua spigliatezza gli ha permesso di vincere ambiti premi sin dagli albori della sua carriera, per poi approdare sul piccolo schermo in numerosi programmi come Zelig, Colorado, Belli Dentro, Quelli che il calcio e tanti altri. Manera è uno dei personaggi più amati, soprattutto per i suoi tormentoni (Adriana, Adriana). 

Dal 1999 inizia anche a impegnarsi come attore, recitando nei film La grande prugna (1999) di Claudio Malaponti e Ma femme s’appelle Maurice (2001) di Jean Marie Poiret. Attivo anche sulla scena teatrale, è stato protagonista degli spettacoli Se non m’illudo mi chiudo (2000), Abbracciati da sola che c’ho d’andar via (2002), Aspetto e spero, per la regia di Paola Galassi tra il 2003 e il 2005, Costole (2006-2008) e Notti amare (2008-2009) diretti da Marco Rampoldi. Tra il 2010 e il 2011, ancora diretto da Marco Rampoldi, ha portato sulle scene grazie ad una produzione indipendente il monologo Italian Beauty (Viaggio in un paese di mostri). Sempre con Rampoldi alla direzione nel 2013 porta in scena il fortunato monologo L’ottimista (il Candido di Voltaire e la Ricerca della felicità).

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